21 febbraio - LA POESIA ROMAGNOLA
Martedì 21 febbraio 2012
LA POESIA ROMAGNOLA
Gianfranco Lauretano, critico letterario e cinematografico
Carlo Falconi, poeta e musicista
Sala S.Francesco - Biblioteca Comunale - Via Emilia 80, Imola
Ore 20.45
G. Lauretano vive e lavora a Cesena. Si occupa di poesia, narrativa, critica letteraria e cinematografica collaborando a quotidiani e periodici; dirige la rivista di poesia "clanDestino". Recentemente ha pubblicato i volumi di poesia Occorreva che nascessi (Marietti 2004) , Sonetti a Cesena (Il Vicolo 2007) e la traduzione de Il cavaliere di bronzo di A.S. Puškin (Raffaelli 2003.
Si ricorda, tra l'altro, il commento ai canti XXIX, XXXII e XXXIII del Purgatorio di Dante (Rizzoli, 2001).
C. Falconi vive a Imola. Laureato in ingegneria, è anche musicista, cantante e poeta, ha pubblicato in italiano Albùmida (Ragusa, Libro italiano World, 2002), Il brillo parlante (Imola, stampa in proprio, 2004), Uscita di sicurezza. Poesie degli anni zero (Forlì, L'arcolaio, 2010). In dialetto ha pubblicato la raccolta Blëc (Faenza, Tempo al Libro, 20081, 20092); le sue poesie sono state incluse e recensite nell'antologia I poeti romagnoli d'oggi e Federico Fellini (Cesena, Il Ponte Vecchio, 2009) e nelle riviste la Ludla, La Piê e UA3p di Imola .
Parlare di poesia romagnola significa conoscere esperienze esistenziali, riti, canti, bozzetti naturalistici, tramandatici per successive generazioni soprattutto attraverso il dialetto, un idioma sapido, vivo, pittoresco e talora ancora più musicale dell'italiano in virtù della metrica (termini tronchi dal ritmo molto più forte rispetto alle parole piane), della icasticità, della gestualità, dell'onomatopea.
Nel secondo Novecento " neodialettale ", significative esperienze poetiche si sono concentrate nella piccola cittadina di Santarcangelo di Romagna ed hanno costituito un esempio illuminante per tutti quegli autori che, dagli anni Settanta, hanno iniziato a scrivere versi nel proprio idioma.
Il centro romagnolo, da periferia letteraria di un'illustre tradizione, che fino al Cinquecento aveva attinto altrove il proprio vernacolo, potè imprevedibilmente assurgere, nel giro di pochi decenni, a nuova capitale della poesia regionale grazie ad una attiva scuola poetica che può vantare, per limitarsi ad alcuni, nomi della portata di Tonino Guerra (1920-vivente) Tolmino Baldassari (1927-2010) Walter Galli (1921-2002) Nino Pedretti (1923-1981) Gianni Fucci (1928-vivente), Raffaello Baldini (1924-2005).
